24.04.2006

CONSCIO COLLETTIVO comunicazione e ipertesto

«Le cose sono unite da legami indivisibili:
non si può cogliere un fiore
senza turbare una stella»

(Albert Einstein)


"Il proposito di questo studio è di saggiare un Soggetto atto a comprendere l’insieme del sapere al fine di sondare il ruolo intimo della comunicazione e dei suoi mezzi, specie in relazione con l’avvento impetuoso delle nuove tecnologie e della loro società dell’informazione.

Tale Soggetto, oltre a contenere e rappresentare lo scibile, è connaturato con la realtà sensibile, materiale, dalla quale prende forma, si collega, la modifica e infine la significa. Lo spazio e il tempo vi si fondono. Niente e nessuno è escluso, e tutto diviene informazione. Un’informazione che come un’onda può aggregare gocce di segni rientrando in una possibile logica di senso, e occupare quindi un potenziale campo semantico. Un’informazione che può frammentarsi fino alla sua ineffabilità sottraendo – nell’ambito della alternative possibili – bit al suo logaritmo in base due, fino alla sua evaporazione, tornando così allo 0.1. Un’informazione potenzialmente collegata all’insieme di tutte le altre coincidendo parimenti con il Tutto e divenendo il Senso, e quindi comprendendolo nel suo essere informazione pura, nel suo essere luce.

Funziona come un Unico Sistema di elaborazione dell’Informazione. Un sistema in cui circolano libri, immagini, luoghi, formule, uomini di altri tempi, pensieri, segni, etc. e i loro rispettivi numeri come termini dell’estensione e modificazione dello stesso. Un sistema che crea il contesto di nuovi linguaggi di ambiti sensibili.

I mezzi di comunicazione sono i protagonisti dell’unica storia. Ai primi non resta che una convergenza automatizzata e all’ultima, oramai verso una fine preconizzata dalla filosofia del postmoderno, un’unica legge: l’amore".

("Prologo di un poema in tesi", tratto da "CONSCIO COLLETTIVO Comunicazione e Ipertesto" di Cristian Del Negro)